Microscopi incredibili per studiare cosa succede all'interno di una cellula

Al Rizzoli dal 12 al 14 ottobre un corso di formazione per ricercatori da tutta Italia con apparecchi di ultima generazione

(Fonte: articolo pubblicato su "Il Corriere di Bologna" - Martedì 11 Ottobre 2016)

 

Articolo Corriere di Bologna 11 ottobre 2016Sono apparecchi talmente sofisticati che consentono addirittura di vedere come agisce e reagisce una singola molecola. Parliamo di microscopi a super risoluzione, alleati oggi fondamentali per la ricerca biomedica. Talmente complessi nel loro funzionamento da richiedere una formazione ad hoc. A questo pensa la Scuola di Microscopia, organizzata per il terzo anno in collaborazione con il Digital microscopy center dell'istituto Ortopedico Rizzoli. Dal 12 al 14 ottobre oltre 60 ricercatori provenienti da tutta Italia parteciperanno alle lezioni di una ventina di docenti e soprattutto potranno vedere in azione questi apparecchi di ultimissima generazione, anche a confronto tra di loro grazie alla disponibilità delle aziende che li producono e ai più grandi Istituti di ricerca Italiani che partecipano alla Scuola.
«La microscopia è sempre più importante per la comprensione di fenomeni biologici complessi e forse non tutti sanno che è alla base di gran parte dei progressi che si fanno nel campi della biologia e della medicina — spiega Spartaco Santi, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare del CNR in convenzione con il Rizzoli, coordinatore della Scuola —. I microscopisti però sanno bene che esiste un limite fisico alle dimensioni di quello che può essere "risolto" con un microscopio, definito nel 1873 da Ernst Abbe: il potere di risoluzione, ovvero la capacità di distinguere due punti molto vicini tra loro, è pari a circa la metà della lunghezza d'onda della luce utilizzata. In altre parole con la microscopia ottica non si possono distinguere oggetti più piccoli di 200 nanometri, ovvero miliardesimi di metro. Con la superrisoluzlone si è scesi ben al di sotto del limite di risoluzione di Abbe. Ora la sfida sarà applicare le nuove tecnologie alla varietà dei campioni e delle domande biologiche per ottenere descrizioni quantitative e dinamiche con una rlsoluzione al livello di nanometri, e quindi delle singole molecole».
Il Rizzoli si è recentemente dotato, grazie a un fondo ministeriale, di due apparecchi che utilizzano microscopia a super risoluzione: un SIM (Structured Illumination Microscopy, microscopio a illuminazione strutturata) e uno STORM (STochastic Optical Reconstruction Microscopy), grazie ai quali anche l'lstituto bolognese è entrato in questo campo di ricerca avanzata.
«Questi strumenti — spiega ancora Santi — consentono un approccio molto più analitico nei confronti dello studio delle cellule e dei meccanismi cellulari. Sono quindi dedicati a tutti gli studi bio-medici che richiedono una definizione molto alta. È come se si fosse aperto un nuovo scenario con questa microscopia luce, centrale nella ricerca».

Il corso si compone di una parte teorica in Aula Manzoli ma soprattutto di sessioni pratiche parallele in cui sarà appunto possibile vedere al lavoro i microscopi più all'avanguardia. E formare così una nuova generazione di ricercatori qualificati a studiare l'infinitesimo.

Marina Amaduzzi